Antonio De Lisa- Tyrrhenikà. Schizzi e disegni / Sketches and drawings

Tomba degli Auguri a Tarquinia
Statuetta di guerriero- Val di Chiana
Tomba dell’orco a Tarquinia
Mi colpisce in questo affresco sepolcrale lo stesso stile nel raffigurare la vegetazione d’oltretomba presente nelle tombe di Paestum

Mi colpisce in questo affresco sepolcrale lo stesso stile nel raffigurare la vegetazione d’oltretomba presente nelle tombe di Paestum

TarquiniaDa quello che si può vedere, a Tarquinia è più evidente la tipologia di una città etrusca. Costruita su un colle prospiciente il mare da un lato, aggettante su una fertile pianura dall’altro. Alla fine del paese si apre la via che conduce alla necropoli, il cimitero etrusco, come in un qualsiasi paese tirrenico. Gli Etruschi hanno lasciato poche testimonianze letterarie, ma molte testimonianze visive. Sembra una grande civiltà dell’immagine. Interessante.

Vulci era una delle 12 città-stato dell’antica Etruria. Quello che si vede adesso è un grande palinsesto archeologico, nel senso che le emergenze archeologiche più evidenti risalgono alla conquista romana. La dimensione etrusca giace 4 metri sotto terra, ma quando la si intravede è molto suggestiva. I culti Etruschi erano legati al sole e alla terra, nel senso di sotto la terra, in una dimensione ctonia. I romani hanno coperto molto, ma non tutto.

Ora che sto per chiudere il cerchio penso di capire meglio il Mare dei Tirreni. La conclusione sarà in Corsica. Seguo le tracce come se leggessi un libro di storia antica. Il vero Mare dei Tirreni è quello a nord di Roma, seguendo la traiettoria ligure e poi francese (,Marsiglia), chiudendo con Bastia in Corsica. Non so se corrisponde all’antica Alalia, ma la zona fu teatro di un aspro scontro con gli Etruschi. Perché ne parlo? Perché Alalia fu fondata dai focesi, gli stessi che hanno fondato Elea dopo la sconfitta di Alalia, a trecento metri dalla casa dei miei genitori, nell’antico Cilento. Tutto torna nella storia

Il vero Mare dei Tirreni è quello tosco-ligure, quello campano-siciliano è mare greco. Si sente dal sapore dei limoni, dalla fragranza della frutta, dalla bontà degli ortaggi, dal pesce di paranza. Il dialetto ha il vigore di una lingua, quello napoletano, quello siciliano occidentale (insaporito dall’arabo). L’Italia è un palinsesto di civiltà diverse, ecco perché le varie forme di razzismo leghista è un veleno amaro. Un grande scrittore è riuscito a illustrare l’epica potenza della civiltà mediterranea moderna, Stefano D’arrigo con il romanzo “Horcinus orca” , di cui non si ricorda più nessuno.

In queste serate da corsaro la mente segue traiettorie tutte sue. Lo storico Braudel parlava di civiltà mediterranea, mi sembrerebbe più giusto parlare di meta-civiltà, in questo modo si renderebbe giustizia a tutti quei popoli (liguri, sardi, etruschi, iberici , còrsi e quant’altro) che la civiltà Latina ha fagocitato. Roma ha veramente inghiottito tutto ..

Il viaggio e la memoria- Il viaggio comincia a diventare memoria nel momento stesso in cui comincia il ritorno. Prima, si è troppo indaffarati con le minute incombenze quotidiane; bisogna organizzarsi, trovare un posto dove mangiare, un posto dove dormire. Quando le incombenze finiscono è il viaggio stesso a intraprendere un viaggio: dentro se stessi, per ricordare un volto, un paesaggio, un’avventura. Il sudore della fatica si trasforma in tenerezza del ricordo, il ricordo trova i vecchi amici di altri ricordi. Comincia il ritorno.

Il viaggio, i colori, la storia- Una cosa che trovo interessante è ripercorrere di persona luoghi visitati con lo studio e con le letture. Questa volta si trattava di una vecchia traccia: il Mare dei Tirreni, il Mediterraneo antico. Molte cose si capiscono visitando i luoghi: i colori sono più vividi, le lingue hanno la fragranza dei dialetti e degli accenti, i cibi il sapore della terra e del mare. Il Mare dei Tirreni è un luogo che riserva ancora molte sorprese.

Sto chiudendo il cerchio del viaggio nel Mare dei Tirreni mentre il libro che sto leggendo mi invita a un altro viaggio. Il libro parla del confine fra Bulgaria, Grecia e Turchia, nell’antica terra di Tracia. I traci sono fra i popoli meno conosciuti dell’antichità. Il dio Dioniso era tracio, in Tracia c’è la grotta da dove Orfeo è sceso agli inferi per cercare la sua Euridice … Orfeo, ragazzi, Lost Orpheus …

In realtà, mi sono ricordato che sono già stato in Tracia, nel viaggio di ritorno fra l’Anatolia e la Turchia europea, ma troppo poco, anche se già allora cercavo il confine fra Asia ed Europa. Appartengo umilmente alla scuola storica di Erodoto, cerco tracce, esploro tradizioni …

La tappa a Fiumicino segna il ritorno a casa. Sarebbe stato meglio fermarsi a Cerveteri, per chiudere con l’Etruria, ma va bene lo stesso



Categorie:G04- Tyrrhenikà

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: