Il linguaggio audiovisivo


Il linguaggio audiovisivo è una sorta di macrolinguaggio, risultante della fusione di più linguaggi costitutivi.  Ognuno di essi è a sua volta una versione particolare di linguaggi più generali, preesistenti a quello cinetelevisivo. Si tratta di linguaggi con proprie autonome tradizioni, evoluzioni e regole e che, integrati nel più complesso linguaggio cinetelevisivo, si adattano e si trasformano dando vita a varianti linguistiche. Le opere realizzate con il linguaggio cinetelevisivo hanno bisogno dell’apporto separato e convergente delle specifiche varianti di altri linguaggi. Per scattare una fotografia basta un fotografo, per scrivere un romanzo è sufficiente uno scrittore o al massimo l’intervento di un consulente o di un editor, ma per realizzare un film o un programma tv occorrono molte e diverse professionalità, spesso corrispondenti a diversi particolari linguaggi. 


Il linguaggio della ripresa

Il linguaggio della ripresa deriva in parte dalla fotografia, la quale a sua volta è debitrice in parte del linguaggio pittorico.  La ripresa cinetelevisiva, però,  dà vita ad una impostazione compositiva completamente differente da quella dell’immagine fissa, grazie al continuo movimento (della camera, dei personaggi, degli oggetti…). Nelle opere cinetelevisive è un compito del regista definire l’inquadratura, e sono l’operatore e i suoi assistenti a tradurla in pratica. Una serie di altre figure intervengono in postproduzione per altri aspetti della resa figurativa, ad esempio relativamente agli effetti speciali. Le caratteristiche di questo linguaggio sono affrontate nelle due sezioni dedicate all’inquadratura: il punto di ripresa e l’immagine


Il linguaggio dell’illuminazione

Il linguaggio dell’illuminazione gestisce non solo la quantità di luce, ma anche la sua distribuzione e il suo colore. L’arte di illuminare, cioé di collocare fonti di luce artificale sul soggetto, era una competenza di qualche corrente pittorica, poi si è allargata agli uomini di teatro, quindi è divenuta patrimonio di quei fotografi che lavorano negli interni e dei light designer che illuminano interni e spazi urbani. In campo cinetelevisivo sono il direttore della fotografia e i tecnici che lui coordina che si occupano di questo ambito. La resa è modificata anche da specifici tecnici in postproduzione.  Le caratteristiche di questo linguaggio sono affrontate nella sezione dedicata alla resa figurativa


Il linguaggio dell’ambientazione

Questo linguaggio è quello che consente, attraverso la costruzione di ambienti (allestimento) o la scelta di ambienti già esistenti (location) e la costruzione o scelta di oggetti (arredamento), di far interagire i personaggi con la realtà vera o fittizia che li circonda. Il linguaggio dell’ambientazione è una variante di quelli più generali dell’architettura, dell’arredamento e del design, ed è strettamente imparentato col linguaggio scenografico teatrale. I professionisti che lavorano in questo ambito costituiscono probabilmente il comparto più numeroso della realizzazione di un’opera cinetelevisiva: dallo scenografo al decoratore, dall’arredatore al location manager.  Le caratteristiche di questo linguaggio sono affrontate nella sezione dedicata alla scenografia


Il linguaggio della caratterizzazione

 Si tratta del linguaggio che si occupa dell’immagine esterna dei personaggi, siano essi i presentatori di un varietà oppure i protagonisti di una fiction: essi devono essere vestiti, truccati e acconciati in maniera coerente rispetto all’opera. Il linguaggio della caratterizzazione deriva, per quanto riguarda la fiction, dal mondo del teatro, e per quanto riguarda le opere tv dal mondo di spettacoli quali il circo, il varietà, il vaudeville, la rivista… A loro volta questi linguaggi sono parte di tradizioni linguistiche più ampie, dalle quali solitamente provengono i quadri e i tecnici delle realizzazioni cinetelevisive: le arti e le industrie della moda, del make-up e dell’acconciatura. Le caratteristiche di questo linguaggio sono affrontate nella sezione dedicata al costume, al make-up e all’acconciatura.


Il linguaggio del corpo

I narratori dei programmi tv e gli attori della fiction gestiscono il linguaggio parlato e quello del corpo, fatto di movimenti, gesti, mimica e voce. La derivazione è teatrale per quanto riguarda la fiction e legata alla rivista e all’avanspettacolo per quanto riguarda i programmi tv. Nel cinema e nella tv la recitazione è sotto la responsabilità del regista, mentre i dialoghi e i movimenti più importanti sono decisi prima, in fase di sceneggiatura o di preparazione. Le caratteristiche di questo linguaggio sono affrontate nella sezione dedicata alla recitazione


Il linguaggio del montaggio

Il montaggio è l’unico dei linguaggi costitutivi che non ha alcuna somiglianza o parentela con altri (se non, vagamente, con il fumetto): è nato con il cinema e la tv e non potrebbe esistere in nessun altro luogo. Nei programmi tv in presa diretta il compito del montaggio spetta al regista e ai suoi collaboratori in sala regia. Negli altri casi spetta al montatore ed ai suoi collaboratori. Si deve tener presente però che il montatore lavora su materiale ripreso sotto la responsabilità del regista: non può montare inquadrature che non sono state girate, quindi meriti e demeriti dei risultati vanno equamente suddivisi. Le caratteristiche di questo linguaggio sono affrontate nella sezione dedicata al montaggio.


Il linguaggio del suono

Questo linguaggio consente, lavorando sui suoni ambientali (utilizzandone di preregistrati oppure creandoli ex novo) e sulla ripresa sonora, non solo di rendere chiaramente percepibile lo sviluppo sonoro della narrazione, ma anche di creare un’atmosfera che influisce grandemente sull’impressione che lo spettatore ricava dall’opera. Il linguaggio del suono in ambito cinetelevisivo è una variante specifica del più generale linguaggio sonoro che è utilizzato nei programmi radio. Nelle opere cinetelevisive si occupano di questo linguaggio i tecnici del suono e i loro assistenti e, lavorando anche sulla traccia musicale, gli addetti alla postproduzione audio.  Le caratteristiche di questo linguaggio sono affrontate nella sezione dedicata al sonoro.


Il linguaggio della musica

La musica svolge nei film funzioni diverse, tra le quali quella più frequente è la sottolineatura dei momenti emotivamente più intensi. Nelle fiction seriali e nei programmi tv serve soprattutto ad indicare gli stacchi tra le diverse parti dell’opera. Nei casi più semplici l’autore può far ricorso a librerie musicali, altrimenti deve inventare dei pezzi o, come nei film, delle colonne sonore piuttosto complesse. In quest’ultimo caso il lavoro è simile a quello del classico compositore, negli altri casi è più vicino alla creazione di musica pop o di stacchi musicali per i programmi radio. I compositori, i musicisti e gli addetti alla postproduzione audio sono coloro che utilizzano questo linguaggio in ambito cinetelevisivo. Le caratteristiche di questo linguaggio sono affrontate nella sezione dedicata alla musica per film.


Il linguaggio della grafica

Con il linguaggio della grafica si costruiscono gran parte delle visualizzazioni che colpiscono i nostri occhi lungo le strade: pubblicità, manifesti politici, scritte, segnali, ecc. Nelle opere cinetelevisive viene utilizzato per i titoli e gli interventi grafici, e fuori dalle opere, ma profondamente collegate ad esse, nella cartellonistica e nei siti web che le pubblicizzano. 



Fonte: https://www.cinescuola.it/linguaggio/la-comunicazione-audiovisiva/il-linguaggio-audiovisivo/



Categorie:O01- Semiotica dell'Audiovisivo

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