Il lustro in pittura

Lustri

Il lustro è uno dei 5 elementi fondamentali del chiaroscuro insieme a: lume, ombra, riflessi e mezzi toni. In quest’articolo voglio illustrare alcuni principi che ne regolano il funzionamento e come sfruttarli in pittura.

Che cos’è un lustro?

Il lustro è quel bagliore biancastro che appare su oggetti di materiale terso e riflettente quando sono colpiti da una luce diretta. Ho sempre avuto difficoltà a trovare un termine italiano per questo fenomeno, alla fine, però, penso che lustro sia il termine più adatto. In fondo, lo chiamava così anche Leonardo che ha dedicato ad esso un intero capitolo del suo Trattato di Pittura (vedi pagina 210). Qui trovate una traduzione del Trattato in italiano moderno.

Lustro su una Mela

Foto da Wikipedia

La seguente foto mostra migliaia di lustri che si formano quando, stando in riva al mare, lo si osserva con il sole di fronte a noi.

Lustri sul Mare al Tramonto

Foto da http://wallpaperswide.com

Quando si forma un lustro?

In un punto su un oggetto il lustro L si forma se e solo se esistono due raggi R1 e R2 che partono, rispettivamente, dalla sorgente luminosa e dall’occhio dell’osservatore che, incontrandosi formano in esso due angoli di incidenza uguali rispetto alla normale della superficie in quel punto. In particolare, il lustro si forma quando la sorgente luminosa è diretta (es. lampadina, sole, ecc.) e la superficie dell’oggetto è costituita di un materiale terso e riflettente.

Posizione del Lustro

Materiali molto tersi e riflettenti sono sicuramente i metalli. I materiali plastici sono meno riflettenti ma possono avere superfici terse. Un oggetto quando è bagnato, la sua superficie tende a diventare più riflettente e tersa generando lustri molto netti e brillanti. Un lustro non si forma se la luce emanata dalla sorgente luminosa è diffusa. Ad esempio, un lume con paralume, una giornata grigia, ecc.

I corpi opachi che hanno superficie densa ed aspra non generano mai lustro in alcun luogo della loro parte illuminata.
Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura

Che differenza c’è tra lustro e lume?

La luce quando colpisce una superficie viene riflessa mediante due processi detti:

  • riflesso speculare;
  • riflesso diffuso;

Entrambi i processi possono verificarsi su una medesima superficie. Il primo processo genera quello che noi abbiamo definito con il nome di lustro. Il secondo processo, invece, genera ciò che viene definito lume o area illuminata dell’oggetto. Quindi, mentre il lustro è un riflesso speculare della luce, il lume è un riflesso diffuso. Nel primo caso la superficie si comporta come uno specchio e riflette la luce con lo stesso angolo di incidenza. Nel secondo caso, la luce assorbita dalla superficie dell’oggetto viene riflessa in varie direzioni (appunto in maniera diffusa). Quanto su una superficie interviene il primo e/o il secondo processo dipende solo dal tipo di materiale e dall’angolo di incidenza della luce.

Quando entrambi esistono su un oggetto, il lume è sempre meno potente del lustro, mentre la sua area è sempre più ampia. La posizione del lume, su un oggetto varia, solo in funzione della posizione della sorgente luminosa e della posizione dell’oggetto.

Lustro e lume su 2 Pere

La differenza ch’è dal lustro al lume, è che sempre il lustro è piú potente che il lume, ed il lume è di maggiore quantità che il lustro; ed il lustro si muove insieme coll’occhio o colla sua causa, o coll’uno e coll’altra; ma il lume è stabilito al luogo terminato, non rimuovendosi la causa che lo genera.
Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura

Il centro di quest’area si chiama “centro del lume”. L’osservatore spostandosi può vedere o meno il lume, il suo centro può essere più o meno visibile, ma le posizioni di entrambi non variano.

Al contrario del lume, il lustro si sposta non solo quando spostiamo sorgente luminosa e l’oggetto, ma anche quando si sposta l’osservatore. Poiché la posizione del lustro varia in funzione anche della posizione dell’osservatore, questa quasi MAI coincide con il centro del lume. L’errore di far coincidere il lustro con il centro del lume è molto comune anche tra i professionisti. In quest’articolo David Briggs ci mostra come anche artisti rinomati come Andrew Loomis e Aristides hanno commesso quest’errore nei loro libri. Al contrario, Leonardo conosceva bene questo fenomeno già 500 anni fa.

Posizione del lume e del suo centro

I lumi che si generano nelle superficie terse de’ corpi opachi saranno immobili ne’ corpi immobili ancoraché l’occhio de’ veditori si muova; ma i lustri saranno sopra i medesimi corpi in tanti luoghi della loro superficie, quanti sono i siti dove l’occhio si muove.
Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura

In linea generale, possiamo affermare che, più l’ombra è poco visibile più il lustro si avvicina al centro del lume. Viceversa, più l’ombra diventa visibile più il lustro si allontana dal centro del lume.

Posizione del lustro rispetto al Centro del Lume


Foto da video di Stan Prokopenko

Il seguente video di Stan Prokopenko mostra bene il concetto di centro del lume e di lustro. Il video è stato tagliato riportando solo la parte che a noi interessa. Come esempio l’autore prende un uovo e mostra la posizione del centro del lume e del lustro e mostra poi come la posizione del lustro varia cambiando la posizione della telecamera (osservatore).

Del resto vi è mai capitato di fare una passeggiata al tramonto sulla riva del mare? Avete notato che i lustri sulle onde tendono a seguirvi?

Quanto è grande un lustro?

Come linea di principio a parità di materiale, sorgente luminosa e distanza da essa, oggetti più grandi generano lustri più grandi. La seguente foto mostra chiaramente come la grandezza del lustro dipende dalla grandezza della sorgente luminosa, dalla distanza dell’oggetto da quest’ultima e dall’osservatore. Ma la foto mostra che anche la grandezza dell’oggetto influisce sulla dimensione del lustro.

Grandezza del lustro

De’ lustri generati sopra gli sferici egualmente distanti dall’occhio, quello sarà di minor figura, che si genererà sopra sferico di minor grandezza. Vedasi ne’ graniculi dell’argento vivo, i quali sono quasi di quantità insensibili, i loro lustri essere eguali alla grandezza di essi grani; e questo nasce ché la virtú visiva della pupilla è maggiore di esso graniculo, e per questo lo circonda com’è detto.
Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura.

Di che colore è il lustro?

Questa è stata la domanda a a cui ho avuto più difficoltà a rispondere. Ho impiegato diversi anni per poter avere una risposta esaustiva. Un errore comune è credere che il lustro sia sempre bianco. Il suo colore, in realtà, può essere:

  1. il colore della sorgente luminosa (es. su materiali come foglie, vetri, pelle, ecc.);
  2. il colore dell’oggetto stesso (es. su materiali come oro, argento rame ecc.).

Secondo David Briggs poiché il lustro si comporta come uno specchio per la maggior parte dei materiali vale sempre la prima condizione. Fanno eccezione solo alcuni metalli colorati come oro, rame e così via.

Quindi nel preparare il colore del lustro bisognerà osservare bene il soggetto e capire se siamo nel primo o nel secondo caso. Stabilito ciò si prenderà molto bianco e si aggiungerà una quantità impercettibile di questo colore. Ad esempio, se si dipinge un oggetto d’oro per realizzare il colore del lustro si aggiungerà al bianco una quantità impercettibile del colore dell’oro.

Il lustro partecipa assai piú del colore del lume che illumina il corpo che lustra, che del colore di esso corpo; e questo nasce in superficie dense. Il lustro di molti corpi ombrosi è integralmente del colore del corpo illuminato, com’è quello dell’oro brunito, dell’argento ed altri metalli e simili corpi. Il lustro di foglie, vetri e gioie poco partecipa del colore del corpo ove nasce ed assai del colore del corpo che lo illumina. Il lustro fatto nella profondità di densi trasparenti è in primo grado della bellezza di tale colore, come si vede dentro al rubino, balascio, vetri e simili cose; questo accade ché infra l’occhio ed esso lustro s’interpone tutto il color naturale del corpo trasparente.
Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura.

Dal testo Color and Light di James Gurney leggiamo:

In generale, il lustro su qualsiasi forma riflettente non è bianco puro, ma piuttosto una combinazione del colore del corpo che lo illumina e il colore dell’oggetto stesso.

In questa foto presa dal libro di James Gurney vediamo un uomo sulla cui pelle scura sono presenti dei lustri del medesimo colore del cielo. La pelle grazie allo strato oleoso che la ricopre è molto riflettente e i lustri che si formano riflettono il colore della sorgente luminosa, in questo caso il cielo.

Lustri sulla pelle

Foto da Color & Light di James Gurney

Quanto è brillante un lustro?

Non c’è una regola precisa che risponde a questa domanda. Il grado di nettezza e brillantezza di un lustro dipende dal materiale e dal modo in cui l’ambiente è illuminato. La seguente foto mostra come i lustri sulla pentola di acciaio siano più netti e brillanti rispetto ad una pentola di alluminio.

Lustri su Pentole di Acciaio e Alluminio

Da un punto di vista percettivo anche il colore dell’oggetto influisce sulla brillantezza del lustro. Un lustro di medesima brillantezza appare
molto più brillante su oggetti scuri rispetto ad oggetti chiari e questo avviene per effetto del contrasto simultaneo. Certe volte osservando un oggetto scuro il lustro può essere percepito come più brillante di quello che è realmente. Questo può portarci ad usare più bianco di quello che in realtà serve.

Infra i lustri di eguale potenza quello si dimostrerà di piú eccellente chiarezza, che sarà in campo piú oscuro; questa è la medesima di sopra, ma si varia, ché quella parla della differenza ch’esso ha dal suo campo, e questa della differenza che ha un lustro nel campo nero dal lustro generato in altri campi.
Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura

De’ lustri di egual potenza quello si mostrerà di minor splendore che si genera in piú bianca superficie.
Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura

Le seguenti bocce da carambola sono realizzate con lo stesso materiale e sono sotto le stesse condizioni di illuminazione, eppure noi percepiamo il lustro sulla boccia marrone più brillante dei lustri sulle altre due palle bianche. In tal caso saremmo portati a dipingere quel lustro con una maggior quantità di bianco rispetto ai lustri sulle altre due bocce, mentre in realtà usando il medesimo colore si otterranno tre lustri che, percettivamente, saranno diversi semplicemente perché il loro colore di base è diverso.

Lustri sulle Bocce da Carambola

Come osservare realmente i lustri?

L’Artista che dipinge da foto, dal vero o di fantasia deve poter osservare il suo soggetto e capire dove si formano i lustri, quanti se ne formano, la loro forma, quanto sono grandi e qual è l’intensità di ciascuno.

Se il soggetto fosse semplice come un cono, un cilindro, un cubo o una sfera il problema sarebbe abbastanza semplice. Ciascuna di questa forme ha un solo lustro. Sul cilindro e sul cono la forma si estende in senso longitudinale. Sulla sfera è un piccolo cerchio. Sul cubo risiede in un angolo dell’area del lume.

Forme di Base


Foto da http://svajoniusalisdreamland.blogspot.it

Purtroppo gli oggetti di uso quotidiano non hanno una forma così semplice quindi bisogna spendere un po’ di tempo in più per osservarli. Per fortuna in nostro aiuto viene un principio molto semplice di cui sicuramente avete sentito parlare. Qualsiasi oggetto in natura o artificiale, per quanto complesso esso possa essere può essere sempre ricondotto a delle forme semplici come quelle di una sfera, cilindro, cubo o cono.

Forme di Base in Natura


Foto da http://draftingmanuals.tpub.com

Prendiamo ad esempio un oggetto di una forma abbastanza complessa come quella di un candelabro. Notiamo che la sua forma generale è assimilabile ad un cilindro. Infatti, il lustro si sviluppa longitudinalmente lungo la sua forma. La parte più alta è un cono ma è privo di lustri. Su di esso non c’è alcun punto che soddisfa le condizioni necessarie affinché esso si formi. Il secondo pezzo è essenzialmente un cilindro separato da un incavo. Poi c’è una concavità dove si sviluppa un altro lustro così come sull’immediata convessità. Questo porta alla luce un altro principio. Se lungo una linea in cui si sviluppa un lustro ci sono concavità e convessità, per ciascuno di esso ci sarà un lustro separato. Poi c’è un lungo cono dove si sviluppa un lustro molto lungo ma che già comincia a diventare meno potente. Il discorso continua fino ad arrivare alla base del candelabro.

Lustri su un Candelabro

Come dipingere un lustro?

Non credo esista un modo per dipingere correttamente i lustri. Io stesso spesso utilizzo metodi diversi. In ogni caso, penso che uno dei modi migliori per dipingerli sia bagnato su bagnato quando il colore del lume sottostante è ancora bagnato. Questo perché ci da la possibilità di sfumare il lustro e creare un passaggio graduale tra il lustro e il lume.

Inizialmente avevo pensato di creare un piccolo tutorial per quest’ultima sezione dell’articolo. Poi ho trovato questo video che mostra in maniera semplice e immediata come dipingere i lustri. Nel video l’autore usa il bianco puro e questo in se non è un errore se il pomodoro è illuminato da una luce bianca come può essere quella naturale.

Se non capite bene le parole dell’autore Youtube vi da la possibilità di abilitare i sottotitoli in inglese che magari sono più semplici da comprendere per chi mastica un po’ l’inglese. Ad ogni modo il video è autoesplicativo.

Se volete ulteriori informazioni su come dipingere i lustri (e molto altro ancora) vi consiglio il libro di Helen van Wyk Color Mixing the Van Wyk Way.

Conclusioni

Il miglior consiglio che si può dare a chi desidera imparare a dipingere è quello di osservare bene il soggetto che si vuole ritrarre. Spesso però questo consiglio sembra un suggerimento astratto privo di utilità pratica. Se ora rifletti un attimo sui contenuti di quest’articolo ti apparirà chiaro quante cose è possibile osservare guardando solo i lustri. Immagina quante cose è possibile osservare guardando un oggetto completo come può essere un fiore, frutto o altro. Guardare è un attimo, osservare può richiedere un’intera vita. La vera grandezza della pittura è che specializzarti in tale arte, essa ti forza a smettere di guardare e cominciare a osservare.

Fonte: https://www.disegnoepittura.it/come-dipingere-lustri/



Categorie:A03- Laboratorio visivo - Visual Laboratory, T02- [PITTURA - PAINTING]

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