Japan Now! Mostra di arte giapponese contemporanea a Pavia

Japan Now! é una mostra collettiva di arte giapponese contemporanea che include una selezione di opere di Takashi MurakamiYoshitomo NaraAya TakanoChiho AoshimaMr.Mahomi KunikataChinatsu Ban e Akane Koide.
La mostra è composta da quasi cinquanta opere di otto artisti ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Pavia (Assessorato alla Cultura), Regione Lombardia, Musei Civici di Pavia, Università di Pavia. La mostra è a cura di Antonella Montinaro, responsabile mostre di Arte Contemporáneo GACMA e si svolge dal 28 febbraio fino al 14 Aprile 2015 presso il Castello Visconteo di Pavia.

Attraverso cinquanta opere di otto artisti, provenienti da collezioni private internazionali, Japan now! analizza le principali tendenze NeoPop nipponiche, principalmente connesse all’artista Takashi Murakami e al suo caratteristico stile Superflat (il “Superpiatto”).
Murakami prosegue la tradizione pittorica giapponese delle immagini piatte, già propria di Katsushika Hokusai, ipermodernizzandola e fondendola con le principali culture contemporanee metropolitane, come il fenomeno sociologico ed estetico della cultura kawaii o quello degli otaku.

JAPAN NOW – ARTE GIAPPONESE CONTEMPORANEA
Takashi Murakami, AND THEN Rainbow (2006)

Takashi Murakami, AND THEN Rainbow (2006)

Takashi Murakami, In the heart's eye, a universe (2008)

Takashi Murakami, In the heart’s eye, a universe (2008)

Takashi Murakami, If only I could do this, if only I could do that (2002)

Takashi Murakami, If only I could do this, if only I could do that (2002)

Takashi Murakami (Tokyo, 1962) dimostra di saper combinare in modo originale la cultura contemporanea e la tradizione giapponese. L’universo fantastico dei suoi lavori evoca la condizione mentale della società giapponese, che ha superato incoscientemente il trauma bellico, sviluppando un lato infantile consumistico e oscuro, che ricorda il Pop di Andy Warhol. Le sue sculture ed i suoi quadri rappresentano una spiritualità fantascientifica e metaforica che appartiene al nostro presente ed in cui il male si nasconde in modo sottile nella malinconia dei suoi personaggi.

Yoshitomo Nara, Cup Kid (In the floating world) (1999)
Yoshitomo Nara, Cup Kid (In the floating world) (1999)

KaiKai Kiki, l’impresa che Murakami creò nel 2001, quando iniziarono ad aumentare le richieste delle sue opere, impiega nelle sue tre sedi (due nelle vicinanze di Tokyo ed una a New York) più di cento persone, ognuna con responsabilità indipendenti rispetto alla creazione delle opere d’arte, e più specificatamente nell’ambito del marketing, come possono essere animazione e commercializzazione, poi distribuzione, esposizione e promozione, oltre alla scoperta e promozione di nuovi talenti artistici.
Yoshitomo Nara (Hirosaki, 1959) è considerato un artista di culto non solo in Giappone: le sue opere naïves, bizzarre e perverse intrigano e incuriosiscono lo spettatore per il loro simbolismo. La sua arte si basa sulla contraddizione e sulla perversione dei personaggiche altrimenti apparirebbero come soggetti innocenti, ingannevolmente semplici e infantili.
La maggior parte dei disegni rappresentano figure a prima vista innocue (spesso bambini o cani disegnati a colori pastello e con tratti fumettistici) senza prospettiva, con poco o nessun sfondo.
Questi bambini, che in un primo momento appaiono graziosi e vulnerabili, a volte brandiscono armi, come coltelli e seghe, oppure nei loro visi traspaiono espressioni di odio ed il loro sguardo è spesso accusatorio o arrabbiato, come se fossero appena stati svegliati.


Il lavoro di Mahomi Kunikata (Prefettura di Kanagawa, 1976), profondamente personale e psicologico, è fortemente influenzato dalla cultura otaku ed esplora tutti i topici del genere manga, incluso quelli di contenuto esplicito, per comunicare e denunciare i problemi dell’abbandono, del masochismo e della depressione.
Questa ispirazione è prevalentemente autobiografica e proviene da un dolore profondo che ha le sue radici nei diversi problemi personali: l’emarginazione sociale per essere una ragazza otaku, i disordini alimentari, la frustrazione di non essere stata una scrittrice manga professionista, nonché gli effetti di una tragedia familiare.


Chinatsu Ban, (Prefettura di Aichi, 1973) è un’artista che proviene dalla prefettura di Aichi, in Giappone. Nata nel 1973, si laureò presso la Tama Art University di Tokyo nel 1995 ed è anche lei un’appartenente alla Factory di Takashi Murakami, la KaiKai Kiki.
Nel corso degli anni, l’artista ha sviluppato uno stile del tutto particolare, realizzando soprattutto pitture con colori acrilici e disegni di elefanti che galleggiano nell’aria su di un fondo bianco di carta di riso o su alcune linee dai colori pastello. Nella sua produzione possiamo riconoscere anche scultureinstallazioni che allo stesso modo rappresentano elefanti colorati, con grandi occhi, corpi rotondi, piccole proboscidi e senza bocca.

Mahomi Kunikata, The sounds of body and mind freezing (2008)
Mahomi Kunikata, The sounds of body and mind freezing (2008)

I soggetti delle opere di Aya Takano (Prefettura di Saitama, 1976) sono quasi sempre giovani ragazze nude o seminude ritratte tranquille nella loro intimità, mentre giocano, mangiano o si baciano: una tematica onirica, futurista, innocente, sensuale ed un po’ perversa.
Takano incarna perfettamente la società contemporanea giapponese, sia per la sua freschezza naïf sia per la sua estetica curatissima che per la sua controversa e seduttrice ambiguità. Nelle sue produzioni possiamo riconoscere influenze di diverso tipo: dai cartoni animati ai videogiochi ma anche un’impronta della cultura giapponese tradizionale.

Aya Takano, Convenience Store (2006)
Aya Takano, Convenience Store (2006)

Nel 2006, Akane Koide (Tokyo, 1991) fu scoperta da KaiKai Kiki, l’impresa di Takashi Murakami. A soli 15 anni presentò la sua prima mostra individuale nella quarta edizione del Tokyo Girls Collection (TGC) all’interno di GEISAI. Il lavoro artistico di Akane Koide è un riflesso dei suoi sentimenti e sensazioni: le sue opere ci parlano delle pene e delle preoccupazioni giovanili, espresse in prima persona da una studentessa liceale.
Anche lei possiede quella che si può considerare l’estetica visiva di Murakami, come la maggior parte degli artisti del collettivo KaiKai Kiki.

Akane Koide, Wrist List (2007)
Akane Koide, Wrist List (2007)

Il mondo immaginato da Chiho Aoshima (Tokyo, 1974) è un universo onirico e sorprendente nei suoi disegni dai colori acidi generati al computer ed i suoi personaggi oscillano tra la magia di un mondo fantastico e la violenza della realtà. Takashi Murakami scoprì presto questa giovane, genio del disegno grafico, senza rivali nel muovere linee vettoriali.
Attualmente, Chiho Aoshima continua ad essere parte integrante dello staff della Kaikai Kiki Corporation e parallelelamente sviluppa una potente opera personale che le ha aperto le porte delle migliori gallerie e musei di Europa e Stati Uniti.

Chiho Aoshima, Japanese Apricot 3 - A pink dream (2007)
Chiho Aoshima, Japanese Apricot 3 – A pink dream (2007)

Mr. (Cupa, 1969) – il cui nome proviene da una stella del baseball giapponese, Shigeo Nagashima, conosciuto anche con il soprannome di “Mister” – vive e lavora a Saitama, sobborgo di Tokyo. La sua attività spazia dai disegni alle sculture di gran formato, in cui rappresenta sempre piacevoli personaggi dei cartoni animati in un contesto deliberatamente sessuale e in cui evidenzia l’attrazione per le giovani lolite ed una profonda influenza della cultura nipponica otaku ed i suoi cliché. La sua opera è presente in numerose collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.

Mr., Starting Over (2008)
Mr., Starting Over (2008)

Fonte: http://www.art-vibes.com/art/japan-now-arte-giapponese-contemporanea/

– via: mostrajapannow.com

– photo courtesy of: mostrajapannow.com/ufficio_stampa



Categorie:S04- Scena artistica internazionale: Giappone, W09- Arte giapponese - Japanese art

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